Descrizione
In riferimento alla proroga del bando per l'assegnazione dei 31 stalli presenti all'interno del mercato coperto di piazza del Carmine, i consiglieri della prima Circoscrizione Fabrizio Brancato e Massimo Castiglia dichiarano:
«La maschera è caduta. La notizia apparsa ieri sulla stampa certifica quello che denunciamo da mesi: il bando per gli stalli del mercato coperto di Ballarò è andato clamorosamente deserto. E qui emerge un dato che rende il fallimento della Giunta ancora più grottesco. L'amministrazione aveva scientemente aperto il bando a chiunque fosse già dotato di partita IVA, strizzando l'occhio alle catene della grande distribuzione e tagliando fuori i mercatari storici. Operatori che avevano già scelto di entrare nella legalità, avviando le procedure di emersione e le pratiche per l'apertura delle partite IVA, ma a cui la Giunta Lagalla ha negato la doverosa fase di accompagnamento e ha distratto su altri fini i 450.000 euro a fondo perduto delle politiche sociali che erano stati stanziati proprio per l'avviamento delle loro attività.
Eppure, non ha partecipato nessuno. Nemmeno i grandi marchi privati. Perché? Perché l'avviso pubblico era talmente folle, con prescrizioni fisicamente inattuabili, da risultare irricevibile persino per le aziende più strutturate.
Oggi scopriamo che questa miscela di malafede e incompetenza tecnica fa parte di un preciso calcolo politico del sindaco Lagalla. Il cinico "Piano B" dell'amministrazione, fatto trapelare sempre ieri a mezzo stampa, è ormai scoperto: sfruttare il flop del bando per cambiare la destinazione d'uso ai padiglioni e trasformare la struttura in uno spazio per "eventi di intrattenimento e spettacoli".
È un piano tanto spregiudicato quanto amministrativamente suicida. L'opera è stata realizzata con risorse europee vincolate a un preciso scopo di riqualificazione socio-economica per gli storici operatori del mercato. Pensare di aggirare le regole, stravolgendo la vocazione del luogo per farci degli spettacoli, significa tradire il mandato europeo e condannare il Comune a un disastroso danno erariale davanti alla Corte dei Conti per la revoca certa dei fondi.
Ed è qui che esplode il cortocircuito della proroga di 30 giorni richiesta in extremis dal direttore generale che pare essere stata approvata dal SUAP per consentire una presunta fase di inclusione. Ma di quale inclusione si parla? Appena insediata, quasi cinque anni fa, questa amministrazione ha bloccato un processo che era già partito: l'assessore Forzinetti a inizio 2023 ha infatti ritirato in autotutela il primo bando, che era rivolto proprio ai mercatari perché basato sul regolamento del Consiglio comunale (Delibera 351/2021) incardinato sulla legge regionale che consentiva ai comuni siciliani di sanare la presenza dei mercati storici nelle proprie città (art. 8-bis della L.R. n. 18/1995). Da quel momento, per quattro anni e mezzo, la Giunta non ha fatto altro che prendere e perdere tempo: non ha mai voluto incontrare né gli operatori, né l'associazione "Mercato Storico", nè tantomeno il Consiglio della Prima Circoscrizione, ha cancellato in silenzio i fondi per la regolarizzazione e ha portato in Consiglio comunale la sgangherata proposta di farne un mercato all'ingrosso. Oggi si concede appena un mese di tempo in più, mantenendo comunque attivo l'attuale bando capestro, senza aver strutturato alcun piano reale per permettere ai mercatari di compiere questo percorso. Non è inclusione: è solo una mossa disperata per continuare a prendere tempo ed evitare di dover dichiarare ufficialmente chiuso e deserto il bando il 31 ottobre.
Il bando deserto spiega perfettamente anche la fuga ingloriosa degli assessori Carta e Forzinetti. Come Consiglio della I Circoscrizione abbiamo formalmente decine di volte di incontrare i componenti della Giunta, ma hanno sempre disertato il confronto: ai primi di ottobre a unanimità il Consiglio ha richiesto ufficialmente un'assemblea pubblica sotto il capannone — necessaria per spiegare al quartiere e agli operatori del mercato in che modo il bando li tutelasse —, ma i due assessori hanno glissato per l'ennesima volta l'invito. Non si tratta di semplici assenze, ma di una ritirata: Forzinetti scappa dalle macerie di un bando fallimentare a sua firma, mentre l'assessore Carta, il teorico della "Città Aumentata" e dei mercati come hub, fugge dal confronto pubblico perché non sa come giustificare lo svuotamento identitario di Ballarò per consegnare gli spazi del quartiere al marketing degli eventi privati.
Il sindaco Lagalla fermi subito questo scempio e spieghi alla città per quale motivo la sua amministrazione sta mettendo a rischio i conti del Comune per inseguire speculazioni irrealizzabili. Insieme ai consiglieri e alle consigliere di opposizione presenti in Consiglio comunale abbiamo prodotto e continueremo a produrre tutti gli atti ufficiali per evitare il danno erariale e ottenere la revoca immediata in autotutela dell'intero avviso pubblico e del viziato atto di collazione che lo precede».