Descrizione
L’obiettivo dell’approfondimento avviato in Commissione è fare luce su questa vicenda e sgombrare il campo da qualsiasi ombra di populismo o propaganda preelettorale. Lo scorrimento delle graduatorie non è un’ipotesi nata negli ultimi giorni, né tantomeno il frutto di iniziative personali, ma parte integrante di un percorso istituzionale e di un programma organico di rafforzamento e risanamento della RAP, avviato da tempo dal sindaco, dall’assessore all’Ambiente Alongi, dall’assessore alle Partecipate Alaimo e dalla stessa azienda. Un percorso che ha già consentito l’assunzione dei primi 450 operatori e che oggi deve proseguire, senza strumentalizzazioni e senza fughe in avanti, nel rispetto delle procedure amministrative.
Già nei prossimi giorni proseguirà il confronto con gli uffici del controllo analogo per superare le criticità ancora esistenti e arrivare rapidamente all’autorizzazione di ulteriori assunzioni. L’obiettivo è consentire alla RAP di disporre di nuove risorse entro la fine dell’anno, dando risposte concrete ai lavoratori in graduatoria e, soprattutto, ai cittadini palermitani. È necessario accelerare i tempi e dare risposte concrete.
Esprimiamo, infine, apprezzamento per l’emanazione dell’ordinanza sindacale che consente di attivare la figura degli ispettori ambientali, avvalendosi dei 41 operatori già in forza alla SRR di Palermo. Si tratta di un intervento importante, seppur temporaneo, con cui il sindaco e l’Amministrazione sopperiscono alle carenze di un Consiglio comunale troppo spesso impegnato ad alimentare scontri tra fazioni, anziché ad approvare provvedimenti fondamentali per la città.
È il caso del Regolamento rifiuti, la cui trattazione continua a essere ostacolata dalla volontà di alcuni esponenti politici della stessa maggioranza, attraverso polemiche e dinamiche inesistenti che finiscono soltanto per ritardare l’approvazione di uno strumento indispensabile per contrastare l’abbandono illecito dei rifiuti, tutelare l’ambiente e garantire maggiore decoro e pulizia.
L’Amministrazione sta intervenendo per colmare temporaneamente questa lacuna, ma un’ordinanza della durata di 90 giorni non può sostituire il ruolo e le responsabilità del Consiglio comunale. Palermo ha bisogno di atti concreti e di collaborazione istituzionale: il Regolamento rifiuti deve essere approvato, nell’interesse della città e dei suoi cittadini».