Descrizione
«Il quadro che emerge dalla relazione del Ragioniere Generale sullo stato delle società Partecipate è decisamente preoccupante. Fra aziende che non hanno presentato nemmeno le relazioni richieste dagli uffici del Controllo Analogo ed altre con comprovati elementi di criticità economico-finanziaria.
E invece la maggioranza del sindaco Roberto Lagalla, invece di preoccuparsi dello stato in cui versano i servizi resi alla cittadinanza, pensa solo alla nuova infornata di nomine.
Le aziende del Comune di Palermo non sono meri poltronifici da riempire con profili graditi alla politica, bensì vanno dotati di persone competenti ed attente all'equilibrio di bilancio.
Un auspicio condiviso dallo stesso Ragioniere Generale, il quale ha invitato l'Amministrazione Comunale a prendere formalmente atto della rilevanza dei rischi. Una circostanza che fa emergere l'approssimazione gestionale delle falangi del Comune di Palermo.
Particolarmente preoccupanti sono le situazioni di Amat e Reset.
La prima, nel II trimestre del 2026, presenta una perdita con margini di contribuzione negativi. Ciò al netto della mancata approvazione non solo del nuovo piano industriale ma anche e soprattutto dell'aggiornamento del contratto di servizio. Una vicenda, quest'ultima, che grida vendetta visto che il Comune di Palermo avrebbe dovuto provvedere addirittura il 30 marzo 2024. E invece ha proceduto, qualche mese fa, all'ennesimo rinvio al 31 dicembre 2026. Più di due anni e mezzo di ritardo.
C'è poi il tema legato a Reset. Società che, nonostante tutti gli aiuti ricevuti dal Comune, ha chiuso il bilancio 2025 con una perdita di quasi 800.000 euro. Un quadro drammatico che certifica ancora una volta il fallimento dell’amministrazione Lagalla: ritardi, assenza di programmazione, criticità finanziarie e servizi scadenti che continuano ad essere messi in secondo piano rispetto agli equilibri politici.
Palermo merita un'amministrazione capace di governare, risanare e garantire risultati concreti; quella guidata dal sindaco Lagalla, alla prova dei fatti, si è dimostrata inadeguata e fallimentare. Non stupisce dunque che venga messo in discussione il suo secondo mandato come sindaco perfino dai suoi diretti alleati».
Lo dichiara Concetta Amella, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio comunale e componente della Terza commissione consiliare che ha competenza sulle aziende partecipate.