Sopralluogo al Ponte delle Teste Mozze – Federico e Viscuso: “la Seconda Circoscrizione chiede la restituzione alla città di un tesoro storico emerso durante i lavori del tram”

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Il presidente della seconda Circoscrizione Giuseppe Federico e il vicepresidente Giacomo Viscuso, insieme agli uffici del Patrimonio e ai tecnici dell’AMAT, hanno effettuato oggi un sopralluogo nell’area

Data:

06 Marzo 2026

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Il presidente della seconda Circoscrizione Giuseppe Federico e il vicepresidente Giacomo Viscuso, insieme agli uffici del Patrimonio e ai tecnici dell’AMAT, hanno effettuato oggi un sopralluogo nell’area che custodisce ciò che resta del Ponte delle Teste Mozze, "un bene archeologico di straordinario valore riemerso nel 2010 durante i lavori della Linea 1 del tram".

«Si tratta di un luogo unico nella storia di Palermo – dichiarano Federico e Viscuso – dove si intrecciano urbanistica medievale, memoria popolare e trasformazioni del fiume Oreto. Le indagini archeologiche condotte lungo corso dei Mille hanno infatti riportato alla luce strutture murarie e materiali databili al X–XI secolo, riconducibili all’età araba della città. In quest’area esisteva un antico sistema di attraversamento dell’Oreto, collegato a insediamenti e a una necropoli islamica con trenta sepolture perfettamente allineate.

Le carte storiche dell’Ottocento mostrano inoltre che il fiume, in questo tratto, scorreva in due canali distinti: uno di essi passava proprio sotto il ponte oggi noto come “delle Teste Mozze”. Questa complessità idraulica spiega le diverse fasi costruttive e ricostruttive del manufatto nel corso dei secoli.

Il nome evocativo del ponte deriva da una pratica documentata tra XVI e XVII secIl presidente della seconda Circoscrizione Giuseppe Federico e il vicepresidente Giacomo Viscuso, insieme agli uffici del Patrimonio e ai tecnici dell’AMAT, hanno effettuato oggi un sopralluogo nell’area che custodisce ciò che resta del Ponte delle Teste Mozze, "un bene archeologico di straordinario valore riemerso nel 2010 durante i lavori della Linea 1 del tram".

«Si tratta di un luogo unico nella storia di Palermo – dichiarano Federico e Viscuso – dove si intrecciano urbanistica medievale, memoria popolare e trasformazioni del fiume Oreto. Le indagini archeologiche condotte lungo corso dei Mille hanno infatti riportato alla luce strutture murarie e materiali databili al X–XI secolo, riconducibili all’età araba della città. In quest’area esisteva un antico sistema di attraversamento dell’Oreto, collegato a insediamenti e a una necropoli islamica con trenta sepolture perfettamente allineate.

Le carte storiche dell’Ottocento mostrano inoltre che il fiume, in questo tratto, scorreva in due canali distinti: uno di essi passava proprio sotto il ponte oggi noto come “delle Teste Mozze”. Questa complessità idraulica spiega le diverse fasi costruttive e ricostruttive del manufatto nel corso dei secoli.

Il nome evocativo del ponte deriva da una pratica documentata tra XVI e XVII secolo: le teste dei condannati a morte venivano esposte sul ponte come monito pubblico. La sua posizione, lungo una via di accesso alla città, lo rendeva un luogo simbolico della giustizia dell’epoca. Gli studi della Soprintendenza hanno confermato che la memoria popolare legata a queste pratiche punitive è all’origine dell’appellativo rimasto fino a oggi.

Le scoperte del 2010 hanno restituito alla città un ponte in pietra perfettamente conservato sotto strati di riempimento, un tassello fondamentale per comprendere l’evoluzione urbana della costa sud e dell’asse Oreto–corso dei Mille. Tuttavia, questo patrimonio è rimasto chiuso e invisibile alla cittadinanza per oltre un decennio.

Un tesoro del genere non può rimanere nascosto. La Seconda Circoscrizione non è soltanto l’ente che si occupa delle criticità quotidiane, della pulizia o delle piccole segnalazioni, compiti che svolgiamo con dedizione nonostante le difficoltà e gli ostacoli posti da alcuni consiglieri comunali. Le circoscrizioni hanno anche il dovere e la capacità di valorizzare il patrimonio storico, architettonico e identitario dei nostri quartieri».olo: le teste dei condannati a morte venivano esposte sul ponte come monito pubblico. La sua posizione, lungo una via di accesso alla città, lo rendeva un luogo simbolico della giustizia dell’epoca. Gli studi della Soprintendenza hanno confermato che la memoria popolare legata a queste pratiche punitive è all’origine dell’appellativo rimasto fino a oggi.

Le scoperte del 2010 hanno restituito alla città un ponte in pietra perfettamente conservato sotto strati di riempimento, un tassello fondamentale per comprendere l’evoluzione urbana della costa sud e dell’asse Oreto–corso dei Mille. Tuttavia, questo patrimonio è rimasto chiuso e invisibile alla cittadinanza per oltre un decennio.

Un tesoro del genere non può rimanere nascosto. La Seconda Circoscrizione non è soltanto l’ente che si occupa delle criticità quotidiane, della pulizia o delle piccole segnalazioni, compiti che svolgiamo con dedizione nonostante le difficoltà e gli ostacoli posti da alcuni consiglieri comunali. Le circoscrizioni hanno anche il dovere e la capacità di valorizzare il patrimonio storico, architettonico e identitario dei nostri quartieri».

Ultimo aggiornamento: 06/03/2026


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