Descrizione
«Oggi, nel corso della seduta del Consiglio comunale, abbiamo denunciato il metodo e il merito delle recenti decisioni assunte dalla Commissione toponomastica del Comune di Palermo in materia di intitolazioni, in particolare quelle relative alle figure femminili legate alla storia e all’identità della città.
Il Consiglio comunale, che il 31 dicembre 2024 aveva approvato all’unanimità un Ordine del Giorno da noi proposto e dedicato all’intitolazione di strade e spazi pubblici a donne palermitane o profondamente legate alla città, nel contesto simbolico del 400° anniversario del ritrovamento delle spoglie di Santa Rosalia, è stato di fatto esautorato. Le scelte che apprendiamo non risultano coerenti né con il mandato espresso dal Consiglio né con il percorso politico e istituzionale che quel voto impegnava l’Amministrazione a seguire.
In assenza di comunicazioni ufficiali, verbali o atti trasmessi al Consiglio comunale, e dando per attendibili le informazioni rese pubbliche da un componente della Commissione toponomastica, apprendiamo esclusivamente da post social di Pasquale Hamel che sarebbero state deliberate l’intitolazione del giardino antistante la chiesa di San Francesco di Paola a Nilde Iotti e quella del padiglione centrale della Fiera del Mediterraneo a Donna Franca Florio, oltre ad altre intitolazioni. Non da atti istituzionali, non da comunicazioni formali, ma dai social.
A ciò si aggiunge una scelta che riteniamo profondamente sbagliata nel merito: l’intitolazione di aree marginali, giardini residuali o padiglioni di fiera abbandonati a donne illustri non rende giustizia alle figure che si vorrebbero ricordare e finisce anzi per calpestare il senso di una battaglia culturale che mira a restituire dignità e visibilità a donne dimenticate e ignorate per anni. Una battaglia quanto mai necessaria in una città in cui solo circa il 5% della toponomastica è al femminile e dove, peraltro, la maggioranza delle intitolazioni riguarda sante, regine e madonne.
Tutto ciò avviene in evidente discontinuità rispetto al percorso politico e istituzionale avviato dal Consiglio comunale, con il coinvolgimento delle associazioni cittadine e della Commissione Cultura, che avevano indicato priorità chiare e motivate, valorizzando il legame profondo tra alcune figure femminili e la città di Palermo. Un lavoro che risulta oggi disatteso e mortificato.
A rendere il quadro ancora più grave sono le affermazioni pubbliche dello stesso componente della Commissione Pasquale Hamel sulla tragedia di Gaza, che riteniamo incompatibili con i valori della città di Palermo e con il ruolo delicato e simbolico della Commissione toponomastica. Su questo oggi in Aula abbiamo denunciato una evidente inadeguatezza politica e chiesto una valutazione sulla permanenza di chi sostiene pubblicamente simili posizioni in un organismo chiamato a decidere sulla memoria pubblica della città.
Resta infine irrisolta la vicenda dell’intitolazione a Rosi Castellese, più volte sollecitata, rispetto alla quale attendiamo ancora una presa di posizione chiara.
La toponomastica è una materia che investe direttamente il ruolo del Consiglio comunale e il rapporto tra istituzioni e città. Per questo chiediamo che l’assessore Cannella rimedi immediatamente a quanto accaduto, ristabilendo il rispetto dell’atto deliberato dal Consiglio comunale e chiarendo quali scelte intenda assumere in coerenza con quel mandato».
Lo dichiarano le consigliere comunali Mariangela Di Gangi (Partito Democratico) e Giulia Argiroffi (OSO), prime firmatarie dell’Ordine del Giorno sulla toponomastica femminile approvato in occasione dell’anno Rosaliano.