Descrizione
«Ieri il sindaco nella risposta alla nostra interrogazione ha provato a chiarire il suo incontro riservato con l’ambasciatore d’Israele, ma noi non possiamo ritenerci soddisfatti. Noi avevamo chiesto di essere debitamente informati sul contenuto dei colloqui tra cui, secondo la stessa ambasciata israeliana, pare esserci stata la cybersicurezza.
Ma la risposta non c’è e restano generiche parole che cercano equilibrio tra affermazioni di solidarietà al popolo palestinese e dichiarazioni che vogliono scacciare ogni ombra dí antisemitismo che peraltro la nostra interrogazione certamente non conteneva.
Palermo ha sempre saputo stare dalla parte giusta, come attesta la cittadinanza onoraria a Marwan Barghouti.
In un momento come l’attuale, in cui lo Stato di Israele rapisce nostri concittadini in acque internazionali, calpestando ogni diritto, le responsabilità andavano, secondo noi, indicate e condannate in maniera chiara.
Definire quest’incontro come "meramente protocollare", ma ammettere poi di aver parlato di pace e territori insanguinati, attesta che tanto protocollare poi non era e fa emergere l’imbarazzo di aver offerto a Israele una legittimazione politica che Lagalla avrebbe fatto meglio a evitare e che rimane intrinseca al gesto.
Dato che il sindaco parlava anche a nome nostro e della città intera, avevamo il diritto di sapere allora quale posizione stesse assumendo e pretendiamo oggi che si assuma pubblicamente la responsabilità politica e morale di quella scelta, smettendo di rifugiarsi, come sempre nell’ambiguità».
Lo dichiarano i consiglieri comunali Concetta Amella, Rosario Arcoleo, Giulia Argiroffi, Mariangela Di Gangi, Ugo Forello, Fabio Giambrone, Massimo Giaconia, Alberto Mangano, Carmelo Miceli, Franco Miceli, Giuseppe Miceli, Teresa Piccione, Antonino Randazzo e Fabio Teresi, dopo la risposta del sindaco all’interrogazione sull’incontro con l’ambasciatore dello Stato di Israele.