Descrizione
"L’omicidio avvenuto allo ZEN, che vede coinvolti anche due ragazzi di appena sedici anni già noti alle forze dell’ordine, non può essere considerato soltanto un fatto di cronaca. È il segnale drammatico di un fallimento collettivo, che riguarda le istituzioni, le famiglie e l’intera società.
In quartieri complessi come lo ZEN non possiamo limitarci a intervenire ogni volta che succede qualcosa, quando ormai la tragedia è già avvenuta. Dobbiamo chiederci cosa stiamo offrendo ai nostri ragazzi prima che la strada, la violenza e la criminalità diventino per loro un modello di vita.
Durante i festeggiamenti in onore di Santa Rosalia, l’Arcivescovo di Palermo ci ha richiamati con forza alla responsabilità verso i nostri giovani e verso una città nella quale la violenza rischia di diventare normalità.
E allora quella domanda dobbiamo farcela tutti: cosa stiamo facendo?
Ognuno, per la propria parte, cosa stiamo facendo?
Perché è diventato anche terribilmente difficile essere genitori: educare significa spesso combattere ogni giorno contro modelli sbagliati, violenza normalizzata, assenza di regole e perdita del senso dell’autorità e del rispetto.
La responsabilità individuale di chi commette un reato resta e deve restare. Ma quando a sedici anni si è già dentro certi circuiti, la società deve interrogarsi su dove e quando abbia iniziato a perdere quei ragazzi.
Per questo credo sia necessario avviare un percorso comune che coinvolga tutte le istituzioni, al di là dei colori e delle appartenenze politiche.
Un ruolo importante possono e devono averlo gli Stati Generali per l'infanzia, l'adolescenza e le politiche giovanili, espressione di quella rete di associazioni, volontari e operatori che conosce direttamente i territori e le loro fragilità. Una realtà con la quale la politica ha l’obbligo di dialogare e confrontarsi sempre, non soltanto nei giorni dell’emergenza.
Su questo non possono esistere maggioranza e opposizione. Deve esistere una città che si assume, ciascuno per la propria parte, la propria responsabilità.
Forse non riusciremo a cambiare tutto. Ma se cominciamo davvero a chiederci cosa possiamo fare, qualche ragazzo possiamo ancora salvarlo."
Lo dichiara il consigliere comunale e Presidente della VI commissione consiliare Ottavio Zacco