"Dopo l’iniziale soddisfazione per l’adozione del PEBA, atteso da anni a Palermo, dall’analisi della documentazione pubblicata sono emerse serie problematiche.
Il primo è paradossale: il Piano sull’accessibilità non è pienamente accessibile.
Gli elaborati sono difficili da rintracciare, dispersi tra Albo Pretorio e Amministrazione Trasparente. Ancora più grave, diversi PDF presentano criticità nella fruizione attraverso tecnologie assistive e possono risultare difficilmente consultabili proprio da persone cieche, ipovedenti o con altre disabilità.
Non possiamo eliminare le barriere fisiche costruendo barriere digitali intorno al documento che dovrebbe servire a eliminarle.
Per questo abbiamo presentato un’interrogazione urgente chiedendo di verificare l’accessibilità degli elaborati e di imporne l’adeguamento al soggetto che ha redatto il PEBA, se rientra negli obblighi contrattuali e senza ulteriori costi per il Comune.
C’è poi il termine di 30 giorni per le osservazioni: non è chiaro da quale norma derivi né se sia perentorio o ordinatorio. Chiediamo quindi di sospenderlo fintantoché non sia disponibile una versione pienamente accessibile, per garantire tempi congrui di analisi e per formulare osservazioni consapevoli.
Serve inoltre un’unica pagina dedicata al PEBA, semplice e accessibile, con tutti gli elaborati e una modalità chiara per presentare i contributi.
Resta infine il nodo della partecipazione. Sebbene sia comprensibile che questa prima fase non potesse coprire l’intera città, proprio per questo la scelta delle aree, degli immobili e dei percorsi da analizzare per primi avrebbe dovuto essere condivisa con le associazioni e con le persone con disabilità, come peraltro più volte promesso verbalmente.
Non risulta invece un percorso strutturato attraverso il quale gli stakeholder abbiano contribuito a definire questo primo perimetro. Vogliamo sapere chi lo abbia deciso e sulla base di quali criteri, anche per evitare che il mancato rispetto dei criteri di accessibilità e di effettivo coinvolgimento possa esporre il procedimento e gli atti successivi a contestazioni o possibili impugnazioni.
Abbiamo salutato positivamente l’adozione del PEBA e continuiamo a considerarla un passo avanti. Proprio per questo chiediamo di correggere ciò che non funziona: atti accessibili, tempi adeguati e partecipazione reale.
Un Piano per una Palermo senza barriere deve essere senza barriere fin dal primo clic".
Lo dichiarano i Consiglieri Comunali: Giuseppe Miceli, Antonino Randazzo, Mariangela Di Gangi.