Descrizione
«A Palermo il tema delle ciclovie non è soltanto urbanistica o mobilità: è diventato in questi anni un termometro politico e culturale dell’ambiguità con cui l’amministrazione Lagalla governa.
Da un lato si portano avanti, quasi per forza, opere finanziate dal PNRR e si richiamano gli obiettivi europei sulla qualità dell’aria; dall’altro si mostrano esitazioni, dietrofront, messaggi contraddittori e perfino scelte paradossali, come le restrizioni ai velocipedi nel centro storico, che hanno trasmesso ai cittadini l’idea che la mobilità sostenibile e la qualità dell'aria fossero temi da affrontare a giorni alterni.
Così ogni nuova ciclovia è diventata un terreno di scontro, perché l’amministrazione ha finito per alimentare un clima di confusione e contrapposizione, senza mai costruire una visione chiara e condivisa della città futura.
Eppure questi temi sono complessi ovunque. Cambiare il modello di mobilità di una città richiede coraggio politico, coerenza e capacità di accompagnare culturalmente le trasformazioni. Invece, Palermo ha avuto in questi anni un'Amministrazione che ha provato a tenere insieme tutto e il suo contrario, anche su questioni che riguardano direttamente salute pubblica, qualità della vita e inquinamento.
Nel frattempo Palermo continua a essere tra le città più inquinate d’Italia e d'Europa a causa del traffico, con procedure di infrazione europee aperte e il rischio concreto di perdere finanziamenti strategici per la mobilità sostenibile.
La verità è che non si possono chiedere ai cittadini scelte coraggiose se chi governa per primo continua a mandare messaggi ambigui».
Lo dichiara la consigliera comunale del Partito Democratico Mariangela Di Gangi.