Descrizione
«In seguito alla denuncia in aula e la richiesta di approfondimenti sulle evidenti criticità sul bando per le somme da spendere con forme di democrazia partecipata, alla quale si sono successivamente associati anche altri colleghi dell’opposizione, la Presidenza del Consiglio comunale ha chiesto al Segretario generale una relazione sugli elementi emersi.
È un passaggio necessario. La Democrazia Partecipata non è una procedura ordinaria di assegnazione di contributi, ma uno strumento con cui cittadini e cittadine scelgono come destinare una quota di risorse pubbliche. Proprio per questo non può trasformarsi in una raccolta organizzata di voti, veicolata attraverso CAF o altre reti, per finanziare progetti che appaiono pressoché sovrapponibili e riconducibili a soggetti legati fra loro.
Se nei primi tre posti della graduatoria figurano due progetti presentati da soggetti con la medesima sede legale, peraltro coincidente con quella di un CAF, non siamo davanti a un dettaglio irrilevante. È una circostanza che, da sola, non dimostra alcuna irregolarità, ma pone una questione politica ed etica che non può essere ignorata e rende necessarie verifiche puntuali sulle modalità con cui quei progetti sono stati promossi e sostenuti.
A questo si aggiungerebbe la notizia di una serata pubblica organizzata dall’assessore regionale Tamajo per ringraziare quanti avrebbero votato i progetti risultati vincitori. Se tale ricostruzione trovasse conferma, il punto non riguarderebbe più soltanto la graduatoria, ma sarebbe lecito chiedersi cosa vi fosse da ringraziare e a quale titolo. In quel caso, ci augureremmo di avere rovinato la festa all’onorevole Tamajo, che avrebbe ringraziato un po’ troppo presto.
Ringraziamo noi invece la Presidenza del Consiglio comunale per la richiesta di approfondimenti. Approfondimenti però che andranno necessariamente chiesti anche ad altri organi competenti, per accertare se, oltre all’ennesima prova di indecenza morale cui il centrodestra ci ha abituati, non si sia di fronte anche a un’ipotesi di reato a danno del Comune di Palermo e della Regione Siciliana».
Lo dichiarano le consigliere comunali Mariangela Di Gangi e Giulia Argiroffi.