Descrizione
“Quanto accaduto ieri in Aula segna una ferita profonda per la democrazia e per la credibilità delle istituzioni. La maggioranza ha scelto di approvare in solitudine una variazione di bilancio che, per entità e contenuti, equivale di fatto a un vero bilancio comunale, senza la presenza dell’opposizione e senza concedere il tempo minimo necessario per un esame serio e responsabile.
La documentazione sulla variazione, peraltro incompleta, che muove quasi 5 milioni di euro di spesa corrente e destina oltre 65 milioni di euro di investimenti dall’avanzo, ci è stata trasmessa soltanto alle 19:10, dopo ripetute richieste. In queste condizioni era impossibile esercitare con rigore e coscienza il nostro ruolo di controllo e proposta.
Per questo avevamo chiesto formalmente il rinvio della seduta a sabato mattina, nel pieno rispetto delle scadenze e delle prerogative che la legge riconosce al Consiglio.
La scelta della maggioranza di procedere comunque, approvando da sola un atto di enorme rilevanza per la città, non è soltanto un atto di arroganza politica, ma rischia di celare logiche clientelari nella gestione del denaro pubblico e anomalie che minano la chiarezza e la correttezza delle procedure.
La politica non può ridursi a un esercizio di forza né a un possibile opaco terreno di scambio: deve essere confronto, responsabilità e rispetto delle regole comuni. Quando si nega la trasparenza e si esclude il dialogo, si indebolisce la fiducia dei cittadini e delle cittadine nelle istituzioni e si compromette la dignità stessa della democrazia.
Anche se ex post, abbiamo già attivato un'azione di attenta verifica sulla delibera approvata e valuteremo tutte le azioni possibili nelle sedi opportune.
Resta oggi però la grave ferita istituzionale: una maggioranza che si conferma arrogante e chiusa al confronto e un Consiglio che viene privato della sua funzione di garanzia e di equilibrio.
È un precedente pericoloso che non può passare indenne”.
Lo dichiarano i consiglieri e le consigliere del Partito Democratico, Arcoleo, Di Gangi, Piccione e Teresi, del Movimento 5 Stelle, Randazzo, Amella e Giuseppe Miceli, di AVS, Giambrone e Mangano, di Oso, Argiroffi e Forello, del Gruppo Misto, Carmelo Miceli e Giaconia, e Franco Miceli.