“Promuovere la cultura della legalità tra le giovani generazioni è un obiettivo certamente fondamentale, così come è positivo il coinvolgimento delle scuole e del terzo settore. Per questo suscita quantomeno una riflessione il fatto che la politica entri direttamente nelle classi per “raccontare” la legalità. Al netto delle esperienze e delle storie personali, è importante tenere distinto il ruolo delle istituzioni politiche da quello educativo, soprattutto quando si interviene su valori complessi e non neutri. Gli incontri poi previsti dal programma che renderebbe Palermo “città della legalità”, della durata di due ore per istituto, rappresentano forse momenti di sensibilizzazione utili, ma non sono sufficienti a costruire un percorso reale. La legalità non si costruisce con interventi episodici, ma con politiche educative strutturali, continuità e presenza nei territori. E certamente esiste il rischio che si confonda la presenza istituzionale con un reale investimento educativo. È quindi legittimo chiedersi quale sia l’efficacia concreta di queste iniziative e se questo sia il modo più utile di impiegare le risorse disponibili.
La legalità, a Palermo più che altrove, non può essere affrontata sul piano simbolico. Ma richiede politiche capaci di incidere sulle condizioni sociali, sulla povertà educativa e sulle disuguaglianze”.
Lo dichiara la Consigliera Comunale del Partito Democratico Mariangela Di Gangi