Descrizione
«L’ennesima notte di caos in piazza Caracciolo conferma una realtà che i residenti denunciano da mesi. Il problema non è più soltanto il rumore o l’abusivismo, ma l’assenza di una risposta efficace da parte delle istituzioni.
I fatti parlano chiaro. Il presidio fisso gestisce l’emergenza, ma non risolve il problema sul territorio: le criticità vengono contenute dalla presenza delle forze di polizia, ma pochi minuti dopo la fine del servizio gli stessi soggetti riprendono possesso dell’area e tutto torna puntualmente come prima. Ne derivano musica ad alto volume fino a tarda notte, occupazione incontrollata degli spazi pubblici e comportamenti che rendono impossibile una normale convivenza civile.
Ciò che preoccupa maggiormente è l’assenza di una strategia strutturale capace di risolvere il problema, sostituita da interventi “spot” che, più che risolvere, finiscono per tamponare la situazione, con il rischio di alimentare nei cittadini una percezione di inefficacia delle istituzioni che dovrebbero invece garantire tutela e sicurezza.
L’assenza di azioni strutturali non è più comprensibile per i cittadini, che si rivolgono alle istituzioni competenti confidando in una capacità di risposta concreta ed efficace. Si diffonde invece la sensazione che si attenda il verificarsi di episodi più gravi per poi assistere a successive ricostruzioni e scarichi di responsabilità.
I cittadini non chiedono privilegi. Chiedono che le regole vengano rispettate, che le segnalazioni trovino risposte concrete e che lo Stato sia presente nei luoghi e nei momenti in cui si determinano situazioni che potrebbero avere conseguenze ben più serie degli attuali disagi, attraverso soluzioni efficaci e strutturali.
L’ennesima notte di caos dimostra che il tempo delle giustificazioni è finito. Servono interventi efficaci e risolutivi alla radice del problema. Piazza Caracciolo non può essere un luogo in cui la legalità è garantita soltanto occasionalmente, per poi lasciare spazio al disordine».
Lo dichiara la consigliera comunale Tiziana D'Alessandro.