Descrizione
“Le contestazioni della Corte dei Conti sulla gestione dei fondi destinati alla Polizia municipale delineano un quadro politicamente molto serio, che non può essere ridotto a un semplice problema tecnico.
Dagli articoli pubblicati emerge infatti un elemento molto delicato: rilievi e incongruenze sulla procedura sarebbero stati evidenziati già nel corso della gestione di queste risorse. Se questo quadro fosse confermato, il problema non sarebbe soltanto ciò che emerge oggi, ma il fatto che si sia deciso di andare avanti comunque.
Per questo il sindaco Lagalla non può considerarsi estraneo a una vicenda che riguarda atti, procedure e scelte maturate dentro la sua amministrazione e portate avanti da figure apicali nominate dal governo della città.
Allo stesso tempo, il coinvolgimento negli accertamenti anche di livelli istituzionali diversi conferma quanto questa procedura fosse delicata e quanto sarebbe stato necessario maggiore rigore amministrativo e maggiore prudenza.
È importante inoltre evitare che il punto terminale di questa vicenda diventino lavoratrici e lavoratori che hanno operato sulla base di atti e indirizzi definiti a livelli superiori.
Questa vicenda pone ancora una volta un tema che riguarda il modo in cui si governa Palermo: il rapporto tra politica, struttura amministrativa e gestione delle risorse pubbliche non può essere affrontato con superficialità o approssimazione.”
Lo dichiarano i consiglieri e le consigliere del Partito Democratico, Arcoleo, Di Gangi, Piccione e Teresi, del Movimento 5 Stelle, Randazzo, Amella e Giuseppe Miceli, di AVS, Giambrone e Mangano, di Oso, Argiroffi e Forello, del Gruppo Misto, Carmelo Miceli e Giaconia, e Franco Miceli.