Attività sociali. Inaugurato Centro Socio Educativo per persone con disturbi dello spettro autistico in un bene confiscato alla mafia

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È stato inaugurato oggi, 8 aprile 2026, in via Messina Marine 600, il nuovo Centro Socio Educativo (CSE) della cooperativa Nuova Sair, uno spazio dedicato alle persone con disturbi dello spettro autistico e alle loro famiglie.

Data:

08 Aprile 2026

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È stato inaugurato oggi, 8 aprile 2026, in via Messina Marine 600, il nuovo Centro Socio Educativo (CSE) della cooperativa Nuova Sair, uno spazio dedicato alle persone con disturbi dello spettro autistico e alle loro famiglie.

Il centro prende vita all’interno di una struttura confiscata alla criminalità organizzata, restituita alla collettività e trasformata in luogo di inclusione, crescita e sostegno. Un segnale concreto di come i beni sottratti all’illegalità possano diventare risorse per il territorio.

All’inaugurazione hanno preso parte il sindaco Roberto Lagalla, la dirigenza della cooperativa Nuova Sair e un dirigente di IKEA, azienda che ha contribuito all’allestimento degli spazi attraverso la donazione di arredi, rendendo il centro ancora più accogliente e funzionale per utenti e operatori.

Il CSE offrirà percorsi educativi, attività riabilitative e momenti di socializzazione, con l’obiettivo di promuovere autonomia, benessere e inclusione.

“Restituire alla città un bene confiscato alla mafia trasformandolo in un presidio di inclusione è un atto di profondo significato – dichiara l’Assessore alle Politiche Sociali Mimma Calabrò –. Oggi non inauguriamo soltanto un centro, ma affermiamo un’idea precisa di città: una comunità che si prende cura, che costruisce opportunità e che non lascia indietro nessuno.”

“L’attenzione alle persone con disturbi dello spettro autistico deve tradursi in servizi stabili e continui – prosegue Calabrò –. Il tema del ‘dopo di noi’ e dell’inclusione sociale e lavorativa resta centrale e richiede un impegno pieno e responsabile da parte delle istituzioni.”

“Questo centro rappresenta un passo concreto in quella direzione – conclude l’Assessore – e dimostra che dalla collaborazione tra pubblico, terzo settore e realtà imprenditoriali possono nascere risposte efficaci e durature.”

L’iniziativa si inserisce nel percorso di rafforzamento dei servizi socio-educativi del Comune di Palermo e di valorizzazione dei beni confiscati, promuovendo modelli di inclusione capaci di incidere concretamente sulla qualità della vita delle persone fragili, delle loro famiglie e dell’intera comunità.

Ultimo aggiornamento: 08/04/2026


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