Descrizione
Il risultato nasce da un intenso lavoro condiviso, reso possibile dalla lungimiranza dell’amministrazione guidata dal sindaco Roberto Lagalla, dall’impegno dell’assessore Fabrizio Ferrandelli e dal contributo dell’ufficio comunale dedicato ai partenariati pubblico- privati, guidato da Massimo Rizzuto.
Determinante il lavoro del presidente di Legacoop Sicilia, Filippo Parrino, e del presidente di CNA Palermo, Domenico Provenzano, che hanno sostenuto la costruzione di un’alleanza tra rappresentanze produttive e amministrazione comunale. Un ruolo centrale è stato svolto da Giuseppe Muscarello, coordinatore regionale delle cooperative di abitanti di Legacoop Sicilia, che ha coordinato i lavori e il raccordo tra i soggetti coinvolti, accompagnando il percorso fino alla definizione del protocollo. A questo impegno si affianca il patrimonio di competenze ed esperienze nazionali di Legacoop Abitanti.
Insomma, è stata gettata la prima pietra di una nuova stagione di investimenti nell’housing sociale e nella rigenerazione urbana. L’impegno comune è ora trasformare il lavoro svolto in progetti concreti e finanziabili, capaci di ampliare l’offerta abitativa e dare un impulso duraturo allo sviluppo della città. “L’housing sociale è una delle sfide strategiche per il futuro di Palermo, perché significa dare risposte concrete al bisogno di casa e, nello stesso tempo, promuovere rigenerazione urbana, investimenti e nuova occupazione - spiega il sindaco Roberto Lagalla - con questo protocollo mettiamo insieme Comune, cooperazione e imprese artigiane per costruire una vera alleanza tra pubblico e privato, capace di valorizzare il patrimonio esistente, recuperare immobili e trasformare risorse e competenze in progetti concreti.
Il disagio abitativo assume forme diverse: difficoltà a sostenere affitti e spese della casa, precarietà delle condizioni abitative, immobili inadeguati e ostacoli all’accesso a un alloggio stabile. Le stime che indicano una sofferenza abitativa per più del 10% della popolazione urbana richiamano la necessità di politiche capaci di rispondere a bisogni sempre più articolati. Una questione che coinvolge anche quella fascia di popolazione che fatica ad accedere al mercato pur non rientrando nei tradizionali percorsi di edilizia residenziale pubblica.
L’intesa mette a sistema il ruolo dell’istituzione comunale e le competenze del tessuto produttivo, valorizzando il contributo delle imprese artigiane e delle cooperative. Queste ultime portano una comprovata esperienza nel campo dell’abitare, dalla realizzazione degli interventi alla gestione degli immobili e delle comunità residenti.
Il partenariato pubblico-privato rappresenta uno degli strumenti centrali dell’accordo. La Regione Siciliana ha già destinato 258 milioni di euro al problema abitativo: una dotazione regionale che può rappresentare una base importante per sviluppare progetti capaci di attrarre ulteriori investimenti. Attraverso adeguate strutture finanziarie e interventi sostenibili, il rapporto tra risorse pubbliche e capitali privati potrebbe arrivare a uno a quattro, con un euro pubblico in grado di mobilitare fino a quattro euro privati. Una possibilità da costruire e verificare sulla base dei singoli progetti, che indica il potenziale della collaborazione tra istituzioni e sistema produttivo.
Il percorso operativo partirà dalla mappatura degli immobili e dei fabbisogni, per arrivare alla definizione di progetti pilota corredati da piani economico-finanziari e modelli di gestione.
Particolare attenzione sarà rivolta al recupero del patrimonio esistente, agli immobili pubblici e alle opportunità di riutilizzo sociale dei beni confiscati alla criminalità organizzata.
Gli interventi potranno generare ricadute sull’intera economia locale, coinvolgendo cooperative, imprese artigiane, piccole e medie imprese e professionisti nelle attività di recupero edilizio, manutenzione, impiantistica, efficientamento energetico e servizi.
L’obiettivo è costruire una filiera qualificata, capace di creare occupazione e accompagnare gli investimenti dalla progettazione alla gestione nel tempo.
La qualità dell’abitare sarà al centro dei progetti: alloggi a costi sostenibili, servizi di prossimità, cura degli spazi comuni e accompagnamento delle comunità residenti. Un modello che integra sostenibilità economica e inclusione sociale, contribuendo alla rigenerazione dei quartieri.
La casa, dunque, non è soltanto una risposta a un bisogno sociale, ma può diventare un motore di sviluppo dei quartieri e dell’economia cittadina. L’obiettivo è passare rapidamente dal confronto alla progettazione, mobilitando risorse pubbliche e private per costruire una Palermo più inclusiva, più vivibile e capace di offrire nuove opportunità ai suoi cittadini».