Sociale. Presentato “Fuori dal giro”, progetto prevenzione e cura dipendenze patologiche
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È stato presentato oggi il progetto “Azioni integrate socio-sanitarie per la prevenzione e la cura delle dipendenze patologiche”
Data:
11 Maggio 2026
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È stato presentato oggi a Palazzo Palagonia dal Sindaco Roberto Lagalla e dall’Assessore ai servizi Sociali Mimma Calabrò e dal Prof. Alberto Firenze, Direttore Generale dell’ASP di Palermo il progetto “Azioni integrate socio-sanitarie per la prevenzione e la cura delle dipendenze patologiche”, gestito dall’ATI composta da Fondazione Don Calabria per il Sociale ETS, in qualità di capofila, e Consorzio Sol.Co. Rete di Imprese Sociali Siciliane.
L’intervento nasce per rafforzare la rete territoriale di prevenzione, riduzione del danno, presa in carico e reinserimento sociale delle persone che vivono situazioni di dipendenza da sostanze, con particolare attenzione alle fasce più vulnerabili e a chi, pur trovandosi in condizioni di forte fragilità, non è ancora intercettato dai servizi sociosanitari.
Il progetto si inserisce in un contesto cittadino complesso, in cui il fenomeno delle dipendenze presenta una componente sommersa significativa, soprattutto tra persone in marginalità sociale, giovani adulti e soggetti che frequentano contesti informali di consumo. Per questo motivo, le azioni previste puntano a portare i servizi nei luoghi di vita delle persone, favorendo accesso, ascolto, protezione e accompagnamento graduale verso percorsi di cura e autonomia.
Tra i principali servizi previsti vi è il Presidio mobile, attivo attraverso unità mobili diurne e notturne. Le équipe raggiungeranno quartieri, luoghi di aggregazione, aree della movida e contesti a rischio, offrendo interventi di riduzione del danno, distribuzione di materiali sanitari e informativi, orientamento ai servizi, counselling, test rapidi e primo supporto psico-sociale. L’unità mobile notturna sarà presente in particolare nei contesti del divertimento, con azioni dedicate alla prevenzione dei rischi legati al consumo di sostanze e alcol.
Il progetto prevede inoltre l’attivazione di un Drop-In diurno, un luogo a bassa soglia aperto all’accoglienza, all’ascolto e alla risposta ai bisogni primari. Il servizio offrirà pasti, docce, ristoro, distribuzione di kit igienici, colloqui individuali, attività di counselling, orientamento e accompagnamento ai servizi sociosanitari. Accanto al Drop-In diurno sarà avviata anche l’Officina del Recupero, un percorso laboratoriale rivolto a persone con dipendenze attive, finalizzato a restituire dignità, competenze e opportunità concrete di riattivazione personale e sociale.
A completare il sistema di accoglienza sarà il Drop-In notturno, pensato per garantire riparo, protezione e monitoraggio durante le ore serali e notturne. Il servizio offrirà posti letto, supporto relazionale, accesso a servizi igienici, ristoro e orientamento, con l’obiettivo di ridurre i rischi legati alla permanenza in strada e favorire un primo aggancio stabile con la rete dei servizi.
Un ulteriore asse di intervento riguarda i P.A.D. – Percorsi Assistenziali per soggetti con Dipendenze Patologiche, rivolti a persone residenti nel Distretto Socio-Sanitario 42 e in carico ai Ser.D. dell’ASP di Palermo. Attraverso progetti personalizzati, budget individualizzati e il lavoro integrato tra équipe multidisciplinari, servizi sociali e sanitari, i beneficiari saranno accompagnati in percorsi di inclusione sociale, autonomia abitativa, formazione, lavoro e riduzione del rischio di ricaduta.
Grande attenzione sarà dedicata anche alla comunicazione sociale, con campagne di sensibilizzazione, materiali informativi, eventi pubblici, una Carta dei Servizi di prevenzione e cura delle dipendenze e una pubblicazione finale sui risultati raggiunti. L’obiettivo è promuovere una maggiore consapevolezza nella comunità, contrastare lo stigma e valorizzare il ruolo della rete territoriale nella costruzione di risposte condivise.
Il progetto adotta un modello integrato: dall’aggancio in strada alla presa in carico, dell'accoglienza diurna e notturna al reinserimento sociale e lavorativo. Un percorso progressivo che mette al centro la persona, i suoi bisogni e le sue possibilità di cambiamento, rafforzando al tempo stesso la collaborazione tra enti pubblici, terzo settore, servizi sanitari, comunità locali e realtà del territorio.
"Il contrasto alle dipendenze patologiche rappresenta una priorità sociale e sanitaria che questa amministrazione ha scelto di affrontare con continuità, concretezza e presenza nei territori. Fin dall’inizio della sindacatura abbiamo lavorato per rafforzare la rete dei servizi, sostenendo percorsi innovativi di prevenzione, riduzione del danno e inclusione sociale, anche attraverso esperienze importanti come il progetto ‘Fuori dal Giro”. ha commentato il sindaco Roberto Lagalla.
Per l'assessore Mimma Calabrò: “Oggi questo impegno compie un ulteriore passo avanti con un modello integrato che porta i servizi direttamente nei luoghi della fragilità e con l’apertura del Drop-In in un’area sensibile e strategica come Ballarò, simbolo della volontà del Comune di essere vicino alle persone più vulnerabili. Vogliamo costruire una città capace non solo di assistere, ma di accompagnare chi vive condizioni di dipendenza verso percorsi di cura, dignità e reinserimento sociale, rafforzando la collaborazione tra istituzioni, ASP, terzo settore e comunità territoriali. L’obiettivo è costruire una rete capace di raggiungere chi è più lontano dai servizi, offrendo non solo assistenza immediata, ma anche occasioni concrete di cura, autonomia e inclusione. Con questa iniziativa Palermo rafforza il proprio impegno nella prevenzione e nella cura delle dipendenze patologiche, puntando su prossimità, ascolto, riduzione del danno e percorsi personalizzati di reinserimento sociale”.
“L’Asp di Palermo - sottolinea il direttore generale Alberto Firenze -, da sempre impegnata nelle tematiche inerenti la salute mentale e le dipendenze patologiche, accoglie favorevolmente l'ulteriore occasione di collaborazione attiva in un prospettiva di integrazione socio sanitaria affinché si diano risposte concrete ai bisogni dei cittadini. L’attivazione dei piani terapeutici individuali, segno della sensibilità verso l’ottica dell’inclusione sociale, trova maggiore efficacia grazie al supporto del progetto e delle sue attività che si integrano e raggiungono efficacemente la parte di cittadinanza più fragile e portatrice di bisogni sociali di così grande rilevanza".
Secondo Laura Pavia, psicologa e psicoterapeuta di Fondazione Don Calabria per il Sociale e coordinatrice del progetto: “La modularità e la flessibilità dei servizi previsti dal progetto consente di attuare degli interventi di prossimità estremamente mirati e contestualizzati in base alle persone e ai luoghi, lungo un continuum che va dalla riduzione dei rischi a quella del danno.”
Infine, il commento di Francesca Pruiti, psicologa e psicoterapeuta del Consorzio Sol.Co: “Il progetto parte dal basso, dall’ascolto dei bisogni e dalla presenza nei luoghi in cui i fenomeni si manifestano. Le due unità mobili, diurna e notturna, già attive da marzo, stanno modulando gli interventi sulla base dei consumi rilevati e delle persone incontrate, in sinergia con i servizi territoriali e con i gestori dei locali.”
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Ultimo aggiornamento: 11/05/2026
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