Si terrà domani 24 marzo, presso la sala riunioni di palazzo "Natale di Monterosato", l’iniziativa “DIMORA! – Una visione poliedrica, dedicata al rafforzamento dei servizi rivolti alle persone in condizioni di grave marginalità e povertà estrema.
L’incontro rappresenta il terzo intervento finanziato con fondi europei, a conferma di un percorso già avviato dall’amministrazione comunale per costruire politiche strutturate e continuative a sostegno delle persone senza dimora.
Il progetto si fonda sulla presa in carico delle persone attraverso percorsi personalizzati di reinserimento, orientati all’autonomia abitativa, lavorativa, sanitaria e sociale, con un’attenzione concreta alla centralità della persona e alla sua autodeterminazione.
«Non si tratta semplicemente di offrire un’accoglienza – dichiara l’Assessore alle Politiche Sociali Mimma Calabrò – ma di costruire percorsi reali di uscita dalla marginalità, mettendo al centro la persona, le sue scelte e le sue potenzialità. Il nostro obiettivo è accompagnare ciascuno verso una condizione di autonomia e dignità».
Tra gli elementi centrali del progetto, la possibilità di accogliere gli animali di affezione, che diventa parte integrante e stabile del modello di intervento, superando la fase sperimentale delle precedenti progettualità.
«Abbiamo scelto di rendere strutturale un aspetto troppo spesso trascurato – prosegue Calabrò – perché per molte persone senza dimora il proprio animale rappresenta un legame affettivo fondamentale, a volte l’unico. In passato questa condizione è stata una delle principali cause di esclusione dai servizi di accoglienza: molte persone rinunciavano a chiedere aiuto pur di non separarsi dal proprio animale.
Con questo progetto compiamo un passo concreto e definitivo: la presenza di animali di affezione non è più un’eccezione o una sperimentazione, ma diventa parte ordinaria del modello di accoglienza. Questo significa ripensare gli spazi, i servizi e l’organizzazione in modo più inclusivo e realistico, aderente alle condizioni di vita delle persone.
Garantire questa possibilità non è solo un gesto di sensibilità, ma una scelta strategica: significa abbattere una barriera reale all’accesso, aumentare la fiducia nei confronti delle istituzioni e favorire l’ingresso nei percorsi di presa in carico. È da qui che può iniziare un vero percorso di cambiamento e di uscita dalla marginalità».
Le attività saranno sviluppate attraverso un sistema integrato di interventi e servizi, coordinati tra le unità operative competenti, con l’obiettivo di offrire risposte multidimensionali ai bisogni delle persone più fragili, dal supporto sociale a quello sanitario, fino ai percorsi di inclusione.
«Questo progetto – conclude l’Assessore – dimostra che il contrasto alla povertà estrema non può essere affrontato con interventi isolati, ma richiede una rete solida tra istituzioni, servizi e territorio. Solo così possiamo costruire risposte efficaci e durature».